Esposizione all’alluminio per contatto alimentare, parere CNSA

Pubblicato dal Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA), sotto diretta richiesta del Ministero della Salute,un n parere sui rischi derivanti dal contatto alimentare con l’alluminio, con particolare riferimento alle categorie più sensibili come bambini e anziani.

Il parere n.19 del 3 maggio 2017  oltre a ricapitolare e illustrare norme, rischi, composizione del materiale, funge da vero e proprio vademecum sulle corrette modalità d’interazione con il metallo e le sue leghe, sia in relazione alle dinamiche alimentari, sia in funzione della fascia d’età. L’alluminio è impiegato in larga misura nella produzione di materiali da imballaggio e recipienti destinati ad entrare in contatto con gli alimenti, estendendo i pericoli della contaminazione oltre la mera esposizione alimentare.

Pentole, pellicole per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere, lattine e cialde per il caffè: sono solo alcuni dei prodotti che entrano nel nostro vissuto quotidiano e che registrano una sensibile presenza di alluminio al proprio interno, minando la sicurezza e la salute del consumatore finale in merito alla contaminazione alimentare da alluminio; una pericolosità latente che viene ancor più accentuandosi qualora il contenitore sia danneggiato o contenga al suo interno sostanze acide e salate di matrice acquosa, in grado di usurare il contenitore o potenziare il rilascio del metallo nel liquido (un esempio eclatante è costituito dalla migrazione di alluminio a causa di aggiunta di sale nell’acqua durante l’ebollizione).

La prevenzione e la cultura sull’argomento giocano ancora un ruolo fondamentale nel tenere i suddetti rischi entro un ampio margine di sicurezza per tutti gli individui. In particolare, il CNSA si raccomanda di:

  • “evitare di graffiare i contenitori, ledendo così la patina protettiva dell’alluminio anodizzato;
  • evitare il contatto diretto di alimenti acidi o salati con fogli di alluminio;
  • evitare la conservazione di alimenti in contenitori di alluminio dopo la cottura e per lunghi tempi;
  • considerare eventuali fonti aggiuntive con conseguente rischio di contaminazione delle catene alimentari;
  • fornire le giuste indicazioni agli operatori di settore, affinché possano avere un approccio competente e ragionato all’utilizzo dell’alluminio in cucina”.