Aumentano le casette dell’acqua e si parla già di sicurezza alimentare

Una pratica che si diffonde sempre più nel nostro paese e che per questo necessita di opportuna regolamentazione, si tratta delle casette dell’acqua , fontanelle pubbliche che si possono trovare in strada e che distribuiscono ai passanti acqua potabile liscia o anche gassata in modo del tutto gratuito o in alcuni casi ad un costo assolutamente competitivo e conveniente rispetto ai normali costi richiesti per l’acquisto di acqua nei supermercati. I cittadini apprezzano e nello stesso tempo contribuiscono alla causa dell’ acqua a kilometri 0 nel pieno rispetto di quella filosofia economica che vuole basare produzione e consumo sul locale per ridurre non solo i costi ma anche l’inquinamento dovuto per certi aspetti anche all’incessante via vai dei camion per il trasporto dei prodotti, per non parlare della plastica consumata ecc.

Ecco allora che interviene la normativa a garantire una corretta analisi dell’acqua distribuita per il pieno rispetto delle norme in merito alla sicurezza alimentare. Già perché queste casette sono state inquadrate dal legislatore come veri e propri esercizi pubblici, per l’esattezza chi gestisce tali distributori rientra nella categoria di somministratori di bevande e pertanto deve rispettare le leggi relative ad HACCP e al piano di autocontrollo come tutti gli altri operatori del settore alimentare (bar, ristoranti ecc).

Insomma risparmio energetico, meno inquinamento, costi ridotti e cittadini soddisfatti, una formula che funziona e che adesso con i dovuti controlli garantirà ai consumatori un servizio non solo pratico ed economico ma anche sicuro, perché la sicurezza alimentare è un aspetto che sta a cuore non solo dei cittadini ma anche delle pubbliche autorità . Proprio a tal proposito il Ministero attraverso la normativa afferma che: vengano individuati per ciascuna unità distributiva, i relativi punti critici di controllo e predisposte analisi di laboratorio che contemplino sia il mantenimento dei parametri relativi alla potabilità dell’acqua, sia del controllo di eventuali cessioni derivanti da materiali a contatto con l’acqua.