Pubblicata la relazione 2016 del Piano Nazionale Integrato

Il Piano Nazionale Integrato (PNI) è lo strumento istituzionale che coordina e delinea il corpus di controlli sulla sicurezza alimentare, vigilando sulle produzioni agroalimentari e zootecniche. La Relazione 2016 del Piano Nazionale Integrato si divide in 5 capitoli: 1.Attività svolta, 2.Risultati, 3.Provvedimenti, 4.Verifiche, 5.Obiettivi e Conclusioni.

La Relazione PNI 2016

Nel capitolo di apertura al PNI vengono discussi i dati inerenti la tipologia di personale e gli strumenti impiegati nell’indagine, insieme alle attività di campionamento e le analisi di laboratorio.

Il capitolo prende in esame le seguenti macro aree:

Alimenti: vengono illustrati i dati ricavati dalle autorità competenti nel settore alimentare; ricerche che coinvolgono anche il Sistema Sanitario Nazionale, il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, insieme alle Regioni e province autonome. Tra i numerosi piano di controllo analizzati, l’indagine coinvolge anche il Piano Nazionale Residui (PNR).

Benessere animale: durante il trasporto, durante la macellazione e nell’allevamento.

Importazioni e scambi: si evidenziano i controlli doganali relativi le importazioni, insieme ai controlli sanitari per tutti gli animali oggetto di scambi all’interno della Comunità Europea.

Mangimi: un approfondimento su base nazionale in merito alla qualità merceologica degli alimenti zootecnici.

Sanità animale: In dettaglio il database dell’anagrafe zootecnica ed i programmi regionali che prendono in esame le malattie degli animali ed i farmaci veterinari. In particolare, l’Italia viene dichiarato paese indenne dalla Peste Suina Classica, in funzione dei numerosi accertamenti sul territorio.

Sanità delle piante: in questo approfondimento si analizzano i controlli sul utilizzo e l’ingresso in commercio di prodotti fitosanitari, i controlli su esportazione e importazione ed il monitoraggio degli organismi nocivi di vegetali e prodotti vegetali.

Sottoprodotti: nell’ultima categoria vengono presi in esame i quantitativi di sottoprodotti di origine animale ed i prodotti derivati, sia da una prospettiva del panorama produttivo che dei controlli ufficiali.

PNI 2016:i numeri

ASL, gruppo NAS dei Carabinieri, Ministero per le Politiche agricole e forestali, Capitanerie, Guardia di finanza e forestale, Posti di Ispezione di Frontiera: questi gli di enti e le istituzioni che nel 2016 hanno lavorato per la tutela dell’igiene e la salute dell’alimentazione degli italiani, fornendo numeri e dati per Relazione 2016 del PNI:

  • Nel 2016, su 275.382 unità operative controllate dalle ASL, 54.141 hanno indicato delle infrazioni in fase di verifica. Sempre nello stesso anno i laboratori ufficiali hanno effettuato 98.995 analisi su 39.944 campioni di alimenti, bevande e oggetti a contatto con alimenti, riscontrando 931 irregolarità.
  • Sostanziale anche l’attività del nucleo per la tutela della salute dei Carabinieri (NAS), che ha evidenziato 11.144 non conformità sulle 56.400 verifiche effettuate.
  • Il Ministero delle Politiche agricole e forestali ha focalizzato le operazioni sulla lotta alle frodi tra i prodotti alimentari, dando il via a 21.365 controlli su 12.434 operatori e 30.554 prodotti.
  • Sul fronte della filiera ittica, si è distinta l’attività della Capitaneria di Porto, che nel 2016 ha espletato 25.187 controlli rilevando 2.618 illeciti ai fini della sicurezza alimentare.
  • Ammonta a 4,8 milioni di euro il valore di prodotti agroalimentari sequestrati dai Carabinieri per le politiche agricole alimentari, dopo un indagine che ha coinvolto 739 aziende e 803.000 chilogrammi di prodotti.
  • Nel 2016, in seguito a frode commerciale e sofisticazione della merce, la Guardia di Finanza ha sequestrato 215 tonnellate e 336 mila litri di prodotti alimentari.
  • I controlli doganali hanno visto in prima linea i PIF – Posti di Ispezione di Frontiera, che hanno passato al setaccio 40.090 partite alimentari, disponendo 133 irregolarità. Le partite su cui si è concentrata maggiormente l’operazione del PIF riguardano i prodotti della pesca, l’acquacoltura, i molluschi, i crostacei e le carni bovine.
  • L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha preso in esame alimenti e bevande da importazione per un totale di 19.348 controlli documentali, seguiti da 411 non conformità.

Obiettivi PNI 2015/2018

L’ultimo e quinti capitolo della Relazione annuale del PNI riporta gli obiettivi complessivi per il 2015/2018, scelti per agire in maniera globale e uniforme sulla realtà italiana in merito alla sicurezza e all’igiene alimentare. Le principali filiere su cui si focalizzano gli obiettivi del PNI sono: latte e derivati, miele e prodotti dell’alveare, molluschi bivalvi e Olio d’oliva.

Ministero Salute, sintesi e Relazione annuale del Piano Nazionale Integrato 2016